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La storia della "Rolfo S.p.A." inizia nel 1885 quando Giorgio Rolfo (1863-1942) apre a Bra, nell'attuale Corso IV Novembre, una "bottega di carradore", per la costruzione di carri agricoli e carrozze.
Gli anni Quaranta del XX secolo rappresentano un periodo cruciale per l'azienda.
Nel 1942 la ditta subisce un grave colpo per la perdita del fondatore, cui succedono i suoi tre figli: Antonio, Pietro e Francesco. Nel medesimo anno Antonio accetta l'uscita dall'azienda dei due fratelli, continuando l'attività nello stesso laboratorio, mentre gli altri due fratelli si sistemano indipendenti in altri locali, situati in Viale delle Rimembranze.
L'anno successivo, 1943, Antonio Rolfo muore e lascia l'azienda in una situazione alquanto precaria per la giovane età degli eredi e perché senza maestranze. Tuttavia i due figli di Antonio, Giorgio, diciannove anni, e Bernardo, sedici anni, si dimostrano sufficientemente preparati a reggere l'azienda e si assumono l'impegno di portarne avanti le sorti. La seconda guerra mondiale si avvia alla conclusione e il primo quinquennio del secondo Dopoguerra costituisce una tappa fondamentale nella storia della ditta poiché l'originaria officina si rinnova, trasformandosi progressivamente da bottega di carradore a carrozzeria impegnata nella riparazioni di autocarri e nella trasformazione delle autovetture in veicoli per il trasporto merci.
Quali fattori influiscono su tale trasformazione produttiva?
In primo luogo lo sviluppo della motorizzazione, ma anche la diffusione della rete autostradale determinata dalla particolare conformazione del territorio italiano e da precise scelte politiche che, sensibili alla forte presenza dell'industria automobilistica del nostro Paese, favoriscono il sistema stradale e quello autostradale rispetto a quello ferroviario.
Ad ogni buon conto è in questo periodo che nascono i primi allestimenti prodotti dalle Officine Rolfo. L'acquisizione di clienti importanti porta alla crescita degli impegni produttivi e allo sviluppo delle dimensioni dell'azienda che, piano piano, assume i caratteri di piccola industria.
Tra le fabbriche della zona che ricorrono ai servizi dell'impresa di Corso IV Novembre, ricordiamo la Cinzano, la Maggiora, la Balocco e soprattutto la Ferrero. Nel 1948 avviene l'incontro tra i fratelli Rolfo ed il Comm. Giovanni Ferrero da cui sorge una proficua collaborazione: il dirigente dell'industria dolciaria albese si rivolge all'officina braidese ed effettua commissioni di 30-40 macchine per volta. La ditta Rolfo trasforma le autovetture e i camion costruiti in serie dalla Fiat in veicoli personalizzati, adatti al trasporto della merce. Riveste l'interno dei furgoni o delle auto furgonate con masonite temprata a olio per renderla maggiormente impermeabile all'acqua (solo in un secondo tempo si ricorrerà alla lamiera) e paglia di vetro (le celle frigorifere verranno successivamente), apre una porta a destra e una a sinistra del mezzo per facilitare le operazioni di carico e scarico della merce, allestisce scaffalature all'interno e vernicia l'esterno in giallo con strisce oblique di colore marrone. Con autoveicoli di questo tipo la Ferrero distribuisce i suoi prodotti in tutta Italia.
Gli effetti di questa intensa attività si avvertono anche sul piano occupazionale: gli operai della Rolfo, che nel 1943 erano ancora 3-4, nel 1948 toccano le 15 unità.
Nel 1951 inizia la produzione regolare di carrozzerie industriali.
Lo sviluppo economico della Nazione, le migliorate condizioni delle comunicazioni viarie e l'incremento dei trasporti costituiscono un ulteriore slancio per la Rolfo. E' un periodo in cui l'azienda, avendo avvertito l'esigenza del pubblico di veicoli capienti ma di contenute dimensioni e mezzi piccoli per il trasporto di merci modeste, si dedica particolarmente a questo genere di allestimenti proprio per rispondere alle richieste del mercato.
Gli anni Cinquanta rappresentano un periodo di grande vivacità per la ditta che, uscendo dall'ambito regionale, diffonde il suo sviluppo commerciale sul territorio nazionale. Gli spazi adibiti alla produzione ormai si rivelano insufficienti e si iniziano pertanto i lavori del primo nucleo del nuovo complesso industriale: cinquemila metri quadrati di superficie coperta iniziale, su un'area di quindicimila metri quadrati. Il sito su cui sorgono i nuovi impianti industriali è posto sempre in Via IV Novembre, nella zona antistante alla culla dell'impresa.
E' questa la fase nella quale si ha anche uno scatto deciso in avanti del numero dei dipendenti. Nella sede originaria il numero dei lavoratori non ha mai superato le 20 unità e le assunzioni non sono state mai più di 3-4 all'anno; del resto il sistema produttivo esclusivamente di tipo manuale non permetteva un maggiore numero di addetti.
Nello stesso periodo si manifesta, preoccupante e irreversibile, la crisi conciaria e calzaturiera nel Braidese e molta manodopera rimasta disoccupata viene assorbita dalla Rolfo, divenuta ormai un punto di riferimento nazionale per la realizzazione di quanto occorre per il trasporto merci.
Gli anni Settanta e Ottanta sono caratterizzati dalla riqualificazione della produzione, con una ulteriore espansione dell'azienda. In particolare negli anni Settanta la produzione è incentrata soprattutto sul trasporto vetture, ma non si trascurano tanti altri allestimenti: cassonature, furgoni bestiame, cassoni ribaltabili. Produzioni in seguito abbandonate perché si ritiene più conveniente puntare sulla specializzazione per migliorare la qualità del prodotto.
Negli anni '80 si registrano i primi approcci con il mercato estero, in Europa e in Africa, nelle Americhe e in Medio Oriente. Attualmente la produzione Rolfo viene realizzata non solo negli stabilimenti di Bra ma anche in Gran Bretagna, Francia e Argentina.
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