SISTEMA PRODUTTIVO FINO ALLA META' DEL XX SECOLO

Il sistema di produzione durante oltre un secolo di attività dell’azienda è profondamente cambiato. In particolare gli anni Cinquanta del 1900 rappresentano un periodo di svolta epocale perché precedentemente a quella data il lavoro presentava i caratteri dell’artigianalità, della manualità e il gruppo di operai nella Rolfo era assai esiguo, erano impiegati non più di 3-4 operai, tutti con le stesse mansioni ad eccezione di uno, il più anziano, il più esperto e più capace e che per questi motivi naturalmente percepiva uno stipendio leggermente superiore a quello degli altri. 
Qualche anno dopo, gli addetti erano suddivisi in 2-3 categorie: 
- chi era capace di svolgere qualsiasi mansione; 
- l’operaio medio;
- e infine gli apprendisti, i più giovani, che dovevano imparare il mestiere; va sottolineato che la Legge (siamo nei primi anni del secondo Dopoguerra) consentiva l’ingresso nel mondo del lavoro dopo il compimento del 14° anno di età.
Gli operai eseguivano tutte le varie fasi del processo produttivo che conduceva all’allestimento di un carro agricolo o delle prime auto furgonate esclusivamente a mano, a prezzo di una fatica non indifferente. Il prodotto finale presentava i caratteri di un autentico gioiello della manualità e della professionalità ma non poteva naturalmente essere consistente nella quantità. Basti pensare che la produzione annuale di carri agricoli era di poche unità annue. I contadini ordinavano i carri un anno prima dell’acquisto Nel corso dell’inverno nell’officina si cominciava a preparare il materiale necessario per l’allestimento del prodotto a seconda delle peculiarità del carro da allestire. La materia prima per produrre questi mezzi di trasporto era il legno, che una volta acquistato doveva essere lasciato stagionare per 4-5 anni. Il legno impiegato nella costruzione dei carri era quello di olmo, di rovere, di acacia, di frassino. Tutti legni particolarmente duri, che una volta stagionati sono resistenti quasi quanto il ferro.